MIND THE G.A.P.

Attenti al Gioco d’Azzardo Patologico” e alle dipendenze da INTERNET e dalle nuove tecnologie

Ieri mattina i locali del Laboratorio di città “Nelson Mandela” di Misterbianco hanno ospitato 65 alunni dell’istituto comprensivo L.Da Vinci del paese per dare il via al progetto “MIND THE G.A.P.” Si tratta di un’azione di prevenzione al gioco d’azzardo patologico, tramite cui ho avuto il piacere di collaborare con l’associazione Modavi Federazione Regionale Sicilia, di concerto con il Modavi ONLUS (sede Nazionale di Roma) e Ideazione Ciao che si impegnano a promuovere questo lavoro a livello inter regionale ed europeo. Specificatamente Il progetto, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali i sensi della L.383/00, intende realizzare un percorso multi-dimensionale per la tutela dei giovani dalle dipendenze patologiche ed il contrasto alla ludopatia. In particolare con i ragazzini di scuola elementare e media saranno analizzati  gli aspetti relativi alla dipendenza da internet, smartphone e social media che sempre più affliggono la società moderna. Ad oggi, invero, dai dati rilevati dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) sono 1,8 milioni gli italiani a rischio ludopatia, e già un milione di individui soffre di questa malattia. Il Gioco d’azzardo patologico, dunque, rappresenta un importante problema di salute pubblica, ed urge contrastare questo allarme sociale, sempre più dilagante sia in Italia che in Europa. Grazie a questo progetto saranno quindi attuate azioni di informazione/formazione nelle Scuole Primarie e nelle Scuole Secondarie di Primo Grado. Inoltre “Mind the G.AP.” mira ad implementare la rete tra istituzioni del territorio e associazionismo, così da attivare efficaci azioni di contrasto alla ludopatia e realizzare uno studio del fenomeno.

Più di cento alunni dell’I.C. L. Da Vinci, grazie al coinvolgimento del vicesindaco F. Lupo, parteciperanno ai prossimi incontri che si terranno il 28 marzo, il 4 ed il 6 aprile presso l’aula studio “F. De Andrè” del Laboratorio di città “N.Mandela” di Misterbianco. Questi gli interventi in questione, cui parteciperò come psicoterapeuta insieme a Orazio Fiorini e Andrea Viscuso dell’associazione Elios di Acireale, ente partner del progetto. 1000 studenti di tutta Italia dagli 8 ai 14 anni saranno infatti coinvolti negli interventi di prevenzione attraverso una metodologia attiva e partecipativa. Invero, la scuola rappresenta un contesto di fondamentale importanza nella formazione culturale, ma anche psicologica e relazionale dei giovani. 

Il progetto prevede anche altre azioni, quali: MIND THE G.A.P. Foto contest, un concorso per l’ideazione di una fotografia, volto a contrastare la problematica sociale della dipendenza da Gioco d’Azzardo Patologico; un’indagine sul fenomeno della dipendenza patologica, e vari eventi di promozione e diffusione dell’iniziativa. 

Ritengo rilevante quanto emerso già dalla prima fase del progetto: l’analisi dei dati del primo test somministrato agli allievi ha infatti evidenziato nella maggioranza dei minori presenti diversi comportamenti che caratterizzano generalmente le dipendenze, ovvero rilevanza, euforia, tolleranza, conflitto, sintomi di astinenza e ricadute dall’utilizzo dei social network.  In verità i social dovrebbero agevolare le relazioni sociali e affettive e gli incontri umani. Si parla di dipendenza quando lo stare in connessione online supera l’interesse e l’impegno dedicato agli incontri reali. 

 

 

 


Penso sia il caso di fermarsi, cara comunità di adulti, ed interrogarsi. Siamo certi che il miglior regalo per una prima comunione è uno smartphone? I nostri cuccioli ( perché fino a 18 anni sono cuccioli d’uomo di cui, secondo l’OMS, l’adulto ha totale responsabilità) sono davvero protetti stando a casa con il tablet? Metterei mio figlio al centro di un’autostrada ad attraversare da solo? Cosa mi fa pensare che su internet non è così?

No, non sono una bigotta conservatrice, uso di frequente internet, la messaggistica e i social network per informarmi ed informare. Ma aver vissuto l’angoscia di purtroppo non pochi piccoli miei pazienti per un selfie nudi lanciato in rete, o per aver scoperto che il fidanzatino online è in realtà un brutto uomo di 55 anni,…mi fa sentire il carico della responsabilità. Responsabilità Mia.  Dei genitori tutti, degli insegnanti tutti, e di tutti gli educatori che a vario titolo guidano i passi dei cuccioli d’uomo. Oggi abbiamo la consapevolezza scientifica che per conservare Vitalità e Benessere anche da adulti i piccoli devono trovare adeguata Protezione, calore, serenità, e soprattutto soddisfazione dei loro bisogni fondamentali. Il nucleo del Sè, reso fragile ed insicuro, si aggrappa ad immagini esteriori di forza e apparente certezza, tenta di compensare carenze profonde inseguendo false sicurezze: il potere sugli altri, il facile successo, la violenza, l’apparire. Oppure cede alle angosce e finisce per sentirsi debole e si fa schiacciare ( Rispoli L., 2004). E’necessario dunque che i minori siano tutelati e guidati sempre. Occorre dunque riconsiderare l’infanzia mettendosi dalla parte dei bambini assumendosi la responsabilità  di adulti che non sia riservata solo ai casi più  “ a rischio” , ma con la sensibilità verso i bisogni profondi di tutti i bambini. Invero, la persona può considerarsi comunque “a rischio” quando non sono state attraversate alcune Esperienze di Base della vita (Rispoli L., 2004). Oggi un pericolo particolare è costituito dalle relazioni intraprese esclusivamente online. I soggetti permangono in relazioni idealizzate, “fantastiche”, fino ad innamoramenti con un grande coinvolgimento, senza tuttavia essersi mai realmente incontrati e confrontati con i limiti della realtà. Purtroppo quando un minore non è adeguatamente guidato, tenuto e supportato spesso i social network anziché promuovere la vita sociale divengono lo strumento di un grave isolamento. C’è quindi una grande responsabilità di cui farsi carico nell’informare e guidare i piccoli fra i pericolosi intrecci della rete.

Invero la tecnologia oggigiorno enfatizza la costruzione e lo scambio di significati, la produzione di senso, l'interazione sociale, la costruzione dell’identità e la negoziazione dei contenuti simbolici (Ferri 2010). Secondo una recente ricerca i bambini sarebbero in grado di interagire correttamente con un computer (accendere, puntare con il mouse, giocare) prima ancora di essere in grado di nuotare, andare in bicicletta o allacciarsi le scarpe (AVG, Digital Skills Study 2010). La tecnologia è dunque un ambiente da abitare, un'estensione della mente umana, un mondo virtuale che si intreccia con il mondo reale e che determina vere e proprie ristrutturazioni cognitive, emotive e relazionali. Attraverso lo sviluppo della tecnologia si diffondono di continuo oggetti culturali nuovi e costantemente in evoluzione, capaci di ridisegnare il mondo, di ristabilire il concetto di distanza e la nozione di tempo, di consentire nuove forme di incontro. Come sostiene Galimberti (1999) si può scegliere di vivere o di rimanere in disparte rispetto alla tecnologia, ma la scelta è obbligata dal momento che non si e più di fronte ad un mezzo, ma un vero e proprio mondo. Tali trasformazioni acquisiscono un'importanza specifica per i minori in quanto internet consente loro di proiettarsi nel mondo reale, non solo in quello virtuale e di stabilire con esso una relazione capace di avere un impatto anche nella realtà. Nella letteratura scientifica è possibile individuare una netta divisione rispetto a come viene valutato l'utilizzo di internet da parte dei ragazzi. Da un lato vi è un entusiasmo finanche eccessivo, una visione che considera questi strumenti come una strada irrinunciabile verso il futuro; dall'altro il sospetto nei confronti di un mondo parallelo virtuale e pertanto "irreale", percepito come potenzialmente minaccioso. Attardi (2001) parla di Tecno-Pessimisti vs Tecno-Ottimisti. 

Essere o non essere social? No, non è questo il problema…Piuttosto conoscere e sapere esattamente potenzialità e pericoli delle dipendenze patologiche e delle ludopatie, accompagnare lo sviluppo evolutivo e riconoscere possibili alterazioni e segni precoci nel disagio infantile. Mind the G.AP.,e speriamo sempre più numerosi interventi nelle scuole, quindi possono offrire un osservatorio privilegiato e una necessaria prevenzione all’uso scorretto delle nuove tecnologie. Ciò per dar ragione del crescente disfunzionamento e aumento della richiesta di intervento già nell’infanzia, riconfermando la necessità di far confluire le diverse energie e potenzialità locali per il miglioramento delle condizioni di crescita dei bambini, dei loro funzionamenti di fondo e della sostanza comunitaria.

 

 

Dott.ssa Domenica Caruso

24 Marzo 2017 

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