Aurea Mediocritas

 

Aurea Mediocritas

Pensieri e parole post #Sanremo 

dalla parte di #CheSiaBenedetta

 

 

 

Lei non ha capito niente perché è un uomo medio.

Un uomo medio è un mostro,

un pericoloso delinquente, conformista, razzista,

schiavista, qualunquista. 

 

Pier Paolo Pasolini, La Ricotta 

 

 

 

Una rivoluzione anestetizzante imperversa la nostra specie e  non ce ne siamo quasi accorti: la mediocrazia ci ha travolti. I mediocri sanno come andare a comandare.

Ci mettono allo specchio una società scissa tra la tentazione della spiritualità e la necessità dell'apparire, quella dei selfisti anonimi. Un mondo in cui c'è spazio anche per l’eracliteo panta rei, il nirvana di Schopenhauer e certamente il karma. Tutto cambia in superficie per restare esattamente com’è  scimmiottando costumi che non ci appartengono. Eppure le parole sono importanti…riescono a penetrare con la forza di un mantra anche in quelli che fanno cose e vedono gente. Sentiamo invece sovente parole dette a vanvera per riempire i vuoti, per sfuggire ai silenzi, per timore di passare inosservati, per sentirsi protagonisti,….e non sempre si è capaci di distinguere i rumori di superficie da ciò che si Sente realmente. Le parole consapevoli sono quelle sentite, che vengono da dentro, dal profondo Sè. E' infatti necessario coltivare fin da piccoli l’Esperienza di Base del Sentirsi, Percepirsi, e la Continuità positiva, per arrivare a conoscere il significato creativo delle parole e la loro forza generatrice. Perché ogni parola è seme di qualcosa e sorgente di vita.

Quando invece le parole si svuotano, diventano semplici tormentoni, perfette colonne sonore del tempo della mediocrità. Come ci siamo arrivati? Deneault direbbe che il problema è lo stare all’estremo centro, per cui la media diventa norma, e  la mediocrità modello. Il peccato è che si perdono così i saperi e i sapori delle cose fatte bene, quelle con testa, mani e cuore, quelle in cui spiccano le eccellenze.  Quei talenti ricevuti in dono in una vita di fastfood e superficialità rischiano di non essere neanche riconosciuti…e invece  dovremmo imparare a tenerceli stretti. L’infanzia è il tappeto su cui camminiamo per tutta la vita e in cui attraversiamo quelle Esperienze che, se sviluppate adeguatamente, diventano Capacità da adulti. Invece spesso, purtroppo, vengono a mancare le condizioni di vita per una sana crescita: si è quindi meno capaci di riconoscere i propri talenti e di farli fruttificare, di Amare e raggiungere un benessere profondo. In questo triste e confuso amalgama dilaga silente la mediocrità. Diventa normale «giocare il gioco», cioè accettare piccoli compromessi, chiudere talvolta gli occhi. Leopardi perciò si definì stomacato e scoraggiato dalla mediocrità che n’assedia e n’affoga.

La mediocrità rende mediocri, spiega Denault. Ma è possibile interrompere questa perversione cominciando a resistere alle piccole tentazioni. Perché Per quanto assurda e complessa ci sembri, la vita è perfetta Per quanto sembri incoerente e testarda, se cadi ti aspetta Siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta. Ma come fare? Deneault suggerisce un modo per non inciampare nella mediocrità: Resistere Resistere Resistere.

Non occupare quella funzione, non accettare quella promozione, rifiutare quel favore per non farsi lentamente avvelenare. Resistere per uscire dalla mediocrità non è certo semplice. Ma forse vale la pena di tentare.

 

Dott.ssa Domenica Caruso

 

 

Bibliografia

Deneault A., La Mediocrazia, Vicenza, Neri Pozza, 2017.

Rispoli L., Psicologia Funzionale del Sé, Roma, Astrolabio, 1993.

Rispoli L., Esperienze di Base e Sviluppo del Sé, Milano, Franco Angeli, 2004.

 

19 febbraio 2017 

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