Per progettare curricoli inclusivi occorre adattare il curricolo comune, ampliandolo e diversificandolo così che possa accogliere le esigenze di tutti gli studenti.  Si tratta di ricercare i punti di contatto tra la programmazione individualizzata e quella curricolare, evitando di mettere in campo percorsi totalmente separati.

STRUTTURA E CARATTERISTICHE CHIAVE:

L’Universal Design for Learning è un approccio che prevede di progettare fin dall’inizio, intenzionalmente e sistematicamente, i curricoli didattici in modo da renderli rispondenti alle esigenze dei singoli alunni. 

Quello che è necessario per qualcuno, finisce per diventare utile per tutti”.

 

“Il termine Universal Design for Learning è stato coniato dall’architetto Ronald Mace per definire un metodo progettuale innovativo destinato a realizzare contesti inclusivi per le diverse attività umane (dall’abitazione, agli oggetti d’uso, ai contesti di studio, di tempo libero, all’urbanistica e all’arredo urbano e alla strutturazione dei luoghi di cultura, ecc) (…)”

La progettazione secondo i criteri della Universal Design Learning prevede sette principi di massima:

• Principio 1 – Equità –deve essere utilizzabile da chiunque.
• Principio 2 – Flessibilità – tutto ciò che viene progettato deve prevedere un uso flessibile per adattarsi a diverse abilità.
• Principio 3 – Semplicità – tutto ciò che viene progettato deve prevedere un uso semplice ed intuitivo, quindi deve essere facile da capire.
• Principio 4 – Percettibilità – tutto ciò che viene progettato deve essere presentato in modo che le informazioni essenziali siano ben percepibili in relazione alle varie possibili modalità o disabilità degli utenti.
• Principio 5 – Tolleranza all’errore – tutto ciò che viene progettato deve prevedere un uso tale da minimizzare i rischi o azioni non volute.
• Principio 6 – Contenimento dello sforzo fisico – tutto ciò che viene progettato deve essere usabili con minima fatica fisica e con la massima economicità di movimenti
• Principio 7 – Misure e spazi sufficienti – tutto ciò che viene progettato deve prevedere uno spazio idoneo per l’accesso e l’uso. 

Riassumendo:
– utilizzare molteplici modalità di presentazione e di rappresentazione delle informazioni (differenti modalità comunicative);
– utilizzare un linguaggio semplice (strutture grammaticali semplici) e promuovere la comprensione incrociata attraverso i diversi linguaggi;
– promuovere in ogni alunno la capacità di trasformare le informazioni accessibili in conoscenza utilizzabile, la capacità di processare le informazioni, integrare le nuove informazioni, ristrutturare il campo della conoscenza.

La parola chiave dell’UDL è la flessibilità, parola cara all’autonomia scolastica, intesa come strumento per adattare, supportare e modificare le informazioni presentate agli studenti, in modo da garantire a tutti le stesse opportunità di successo formativo.

I principi dell’UDL sono perciò tutti assimilabili ad un itinerario inclusivo e in un momento in cui si chiede alle scuole di rivitalizzare l’autonomia scolastica non sarebbe male sperimentare all’interno delle progettazioni curricolari i principi dell’UDL, condividendoli magari all’interno del PTOF.