Diagnosticare un Disturbo di Apprendimento significa approfondire una situazione disfunzionale caratterizzata da difficoltà di concentrazione, memorizzazione di informazioni e procedure comunemente insegnate a Scuola, come le tabelline o i procedimenti di calcolo oppure relativi all’espressione di concetti o ancora difficoltà relative ad una lettura fluida e corretta.

La diagnosi permetterà di comprendere se il bambino presenta un eventuale quadro di:

  • Dislessia (problemi nella lettura);
  • Disortografia (problemi di ortografia);
  • Discalculia (problemi di calcolo);
  • Disgrafia (problemi nel produrre una scrittura leggibile).

Come si struttura un percorso di diagnosi di un DSA?

  • Colloquio anamnestico. Rappresenta il momento preliminare, utile per raccogliere tutte le informazioni rilevanti. Questa fase aiuta a identificare l’eventuale problema e fornisce un primo orientamento per impostare la fase di valutazione.
  • Valutazione e inquadramento diagnostico. In questa fase, verranno indagate molteplici capacità, fra cui il linguaggio, la memoria, l’attenzione e le capacità di ragionamento. Verranno utilizzati test specifici, con lo scopo di comprendere il funzionamento cognitivo e le prestazioni negli apprendimenti del soggetto.
  • Stesura della relazione e colloquio di restituzione. L’ultima fase del percorso diagnostico, prevede la stesura di una relazione scritta, diretta a descrivere ciò che emerso dalle fasi precedenti. Verranno inoltre formulate proposte di intervento. La relazione viene consegnata e spiegata ai genitori.

Chi può fare diagnosi di DSA?

  • Per intraprendere un percorso diagnostico puoi rivolgerti

    Tra pubblico e privato c’è qualche differenza? Sì. L’ente pubblico rilascia una certificazione o diagnosi certificata, cioè un documento, con valore legale che attesta il diritto dell’interessato ad avvalersi delle misure previste dalla legge 170/2010; il privato, invece, rilascia una diagnosi cioè un documento che attesta la presenza di una patologia o di un disturbo (La normativa è differente in base alla Regione)

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    In attesa della certificazione dell’Ente Pubblico comunque la scuola è tenuta ad accettare la diagnosi del privato ed a mettere in atto  preventivamente le misure previste dalla legge 170/2010. Di solito, ci si rivolge ai privati per accorciare la lunga lista d’attesa degli Enti Pubblici. L’attesa può essere lunga e quel tempo è tempo prezioso per il bambino.

Cosa occorre fare a seguito di una diagnosi di DSA?

  • La diagnosi deve essere comunicata a scuola, mediante la relazione rilasciata dagli esperti In base a quanto emerso dalla valutazione, la scuola dovrà produrre un documento chiamato Piano Didattico Personalizzato (PDP), in cui indicherà gli strumenti compensativi e dispensativi che dovrà adoperare per personalizzare la didattica più efficiente in base alle specifiche modalità di apprendimento del bambino.
  • La diagnosi rappresenta un passo di grande importanza per il bambino.  Egli, infatti, comprende che le sue difficoltà non derivano da una sua mancanza di intelligenza, bensì da una particolare conformazione del suo sistema neuro-cerebrale.